Chiara B, TUTOR SPAGNA
Il supporto che ho dato ai ragazzi è stato a 360°, infatti alcuni di loro non parlavano spagnolo ed era la loro prima esperienza fuori dalla loro zona di comfort, il mio obiettivo era quindi quello di farli sentire a casa, anche lontano da casa. L’accompagnare un’altra persona giovane a intraprendere un percorso che, nel mio caso, intrapresi in passato per anni, è stata una crescita anche personale, che mi ha portata ad affrontare quest’esperienza attraverso 11 occhi differenti. Ognuno degli 11 partecipanti infatti portava con sé una valigia piena del proprio vissuto, dei propri limiti e delle proprie difficoltà che è esplosa nel momento in cui siamo arrivati. Ci sono stati infatti momenti difficili, di scontri e di confronti, che però sono stati parte della loro crescita personale. Nella valigia, nascoste tra le paure e le insicurezze di ognuno, c’erano anche delle abilità che pian piano abbiamo tirato fuori dalla valigia e coltivato insieme. Alcune di esse avevano solo bisogno di essere sfilate e scaraventate nel mondo, altre c’erano ma erano state chiuse nella valigia troppo tempo, quindi dovevano essere un po’ rispolverate, altre ancora invece erano infondo alla valigia e non siamo riusciti a tirarle fuori, le abbiamo però messe in una tasca vicino alla cerniera, così al prossimo tentativo saranno già pronte per l’uso.
Una cosa è certa: ognuno di loro ha imparato qualcosa, dal cucinare, al rifarsi il letto, al fa
rsi capire in spagnolo, all’essere puntuale, all’affrontare una lezione di lingua, al gestire l’ansia durante i primi giorni di tirocinio, all’approcciarsi e al convivere con realtà e persone nuove.
E io cos’ho imparato? Sicuramente che ci sono tanti giovani che hanno bisogno di supporto e che i piccoli successi giornalieri del mio gruppo, sono stati anche i miei, come risultati dei passi intrapresi insieme. Inoltre, aiutando gli altri a riconoscere i loro limiti e valorizzare i loro punti di forza, ho imparato a vedere un po’ meglio anche i miei.
Per concludere, cosa mi ha lasciato questa esperienza? Mi ha portato a riconfermare la mia volontà di continuare a lavorare coi giovani, insegnandogli le lingue come chiave di accesso al mondo e alle altre culture, e soprattutto spronandoli a fare esperienze all’estero. In loro ho rivisto la me stessa di 20 anni, insicura, con poche disponibilità economiche, ma desiderosa di scoprire e conoscere il mondo. A questi ragazzi, che mi sono presa particolarmente a cuore, e a tutti quelli che hanno dentro di sé la scintilla del cambiamento e della crescita personale, auguro di avere l’opportunità, la volontà e il coraggio di aderire a progetti come questo, perché è solo uscendo dalla propria zona di confort che si scopre sé stessi e il mondo che ci circonda.





